TERAPIA nelle RADICOLOPATIE

Nelle radicolopatie, la scelta terapeutica deve basarsi su una meditata valutazione interdisciplinare (ortopedica, neurochirurgica, neurofisiologica, fisiatrica) dei dati clinici e strumentali, non tralasciando di considerare lo stato generale del paziente e la sua età.

La TERAPIA CHIRURGICA è indicata nelle forme compressive evolutive, con evidenza elettromiografica di seria sofferenza neuromotoria di data recente, in cui l’intervento di erniectomia tradizionale o microchirurgica, di foraminotomia o di laminectomia decompressiva può prospettare un recupero della conduzione nervosa radicolare.
In effetti, se il danno neuromotorio è “stabilizzato” e cronico, la terapia chirurgica non è più razionale, in quanto la rimozione della causa compressiva non si accompagna alla ripresa funzionale della radice compromessa. In tale evenienza, si indirizza il paziente verso un programma di RIABILITAZIONE e di ELETTROTERAPIA di STIMOLAZIONE, con l’intento di esaltare la funzione muscolare residua e di minimizzare il deficit motorio.
Quando il deficit è completo o risente solo marginalmente delle terapie riabilitative, può essere necessario l’impiego di tutori statici o dinamici. Per esempio, nelle ernie paralizzanti della radice L5 lo steppage da foot-drop può essere risolto prescrivendo la Molla di Codiville, che consente un ritorno elastico in dorsiflessione del piede durante la deambulazione.

Nell’esordio acuto la TERAPIA MEDICA si avvale dei FANS (farmaci antinfiamatori non steroidei), dei miorilassanti e dei cortisonici; questi ultimi, somministrati per 4-5 giorni, avrebbero un certo effetto disidratante e quindi riduttivo sulla massa comprimente la radice.
Spesso si associano terapie fisiche decontratturanti (termoterapia esogena, massaggio leggero) o analgesiche (TENS). La terapia medica prevede anche l’impiego di farmaci neuroprotettori, quali le vitamine del gruppo B e l’acido tioctico, introdotto recentemente, in associazione alle vit. E, B1 e B6, nella pratica clinica.
Questo nuovo farmaco (BYODINORAL®) è indicato, oltre che nelle neuropatie diabetiche e dismetaboliche, nelle tronculopatie compressive e nelle radicolopatie irritative o mediamente compressive.
Appare indicato anche nelle radicolopatie gravemente compressive, svolgendo un ruolo coadiuvante sul recupero neuromotorio nel decorso post-operatorio.
Uno dei componenti, l’acido tioctico o alfa-lipoico, possiede una notevole azione antiossidante neuroprotettiva, tale da migliorare la velocità di conduzione nervosa e il flusso ematico endoneurale, riducendo quindi il dolore e le ipo-disestesie. La riduzione del flusso ematico endoneurale sembra causata dall’anione superossido, che ha effetto inibitorio sulla sintesi del nitrossido; l’acido lipoico agirebbe riducendo i radicali liberi e aumentando la sintesi di nitrossido.
L’effetto antiossidante dell’acido lipoico non è del tutto chiarito, ma sembrerebbe legato al sostanziale incremento intracellulare del Glutatione ridotto. L’acido lipoico sarebbe ridotto ad acido diidrolipoico, che riduce a sua volta la cistina in cisteina, utilizzata per la sintesi del glutatione. Inoltre l’acido lipoico provoca un’aumentata sintesi del NGF (Nerve Growth Factor), riduce la perossidazione dei lipidi del tessuto nervoso e la formazione di radicali liberi. Esistono anche terapie complementari e per certi aspetti alternative, che possono contribuire a migliorare lo stato clinico.

La MESOTERAPIA viene utilizzata per rimuovere algie contratturali persistenti, che limitano la ripresa funzionale anche dopo la terapia chirurgica.

L’OZONOTERAPIA è indicata nelle protrusioni discali compressive e irritative; avrebbe un effetto di riduzione della massa comprimente.

Le TERAPIE MANIPOLATIVE vertebrali possono, in mani esperte, determinare una riduzione della protrusione discale e la risoluzione di dolori legati alla cosiddetta “Sindrome delle faccette posteriori”, dovuta ad un sovraccarico funzionale delle articolazioni vertebrali posteriori a livello lombare, successivo ad una discopatia importante o ad una discectomia chirurgica. Infine l’impiego di corsetti, busti e collari ortopedici è indicato nelle fasi acute d’esordio e, per periodi variabili da caso a caso, nelle fasi post-chirurgiche.
Nei pazienti anziani con stenosi canalare, in cui non vi sia indicazione chirurgica, il busto ortopedico può ridurre sia l’intensità che la frequenza delle crisi, diminuendo allo stesso tempo il ricorso ai FANS e alle altre terapie mediche.

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6 Responses to TERAPIA nelle RADICOLOPATIE

  1. pesaresi gilberto ha detto:

    Vorrei fare una richiesta. Non so ha chi rivolgermi e spero che Voi mi sappiate indicare.Mi è morto un nervo alla caviglia destra in seguito ad uno sforzo per sollevare un peso.Ho strozzato il nervo sciattico.Vi ringrazio e Vi auguro Buone Feste. Pesaresi Gilberto

  2. Giuseppe De Lisi ha detto:

    Salve a tutti ha dal 04-12-08 che ho problemi con la schiena, dopo tante sofferenze e farmaci presi di tutti i generi per il tipo di problema, l’ortopedico mi prescrive una EMG e una RMN Lombosacrale, faccio questi esami, il primo mi dà come diagnosi: RADICOLOPATIA, DI GRADO LIEVE, L5-S1 BILATERALE, PREVALENTEMENTE A DESTRA.(si segnala un atteggiamento antalgico ed un ridotto reclutamento volontario a carico dei muscoli dell’arto inferiore destro).
    La RMN mi da invece come diagnosi:L5-S1 ERNIA DISCALE POSTERO-LATERALE ESTRUSA CHE DETERMINA MODESTA COMPRESSIONE SULLA RADICE S1 E LIEVE IMPRONTA SUL SACCO DURALE, OMOLATERALMENTE; FORAMI DI CONIUGAZIONE MODICAMENTE RIDOTTI IN ALTEZZA CON IMPEGNO DISCALE DELLA PORZIONE INFERIORE E POSSIBILE COMPRESSIONE SULLE RADICI PASSANTI L5, BILATERALMENTE; VEROSIMILE ANOMALIA DELLA RADICE L5 E S1 A DESTRA CHE SEMBRANO AVERE ORIGINE COMUNE. Dopo tutto ciò alla giornata di oggi 20/01/2009, io continuo ad avere problemi, forti dolori alla gamba destra che arrivano sino al tendine del tallone. Non voglio più prendere farmaci perchè alquanto pare non mi fanno più effetto. Cosa e come posso guarire e che devo fare per risolvere il problema.? Grazie tanto, sicuro di un Vostro interessamento Vi porgo i miei distinti saluti.

  3. franco dignani ha detto:

    egrg dott mi può dire che cosa intende quando dice che l intervento chirurgico di foraminotomia e indicata solo nei casi recenti evidenziato da elettromiografia. io sono stato operatato il 100309 con microchirurgia foraminale l5s1.
    l elettromiografia rilevava segni di sofferenza radicolopatica cronica diffusa da l4 a s1,
    bilateralmente con discreti indici axonotmesi ancora in atto prevalenti l4 sx. secondo lei l intervento e giustificato franco dignani

  4. rosa ha detto:

    DA ALCUNI GIORNI MI HANNO DIAGNOSTICATO UNA RADICOLOPIATIA CRONICA L5 BILATERALE, AVEVO FORTI DOLORI MUSCOLARI NEGLI ARTI, ANCHE LA NOTTE. LE ANALISI DEL SANGUE HANNO RISCONTRATO CARENZA DI CALCIO E VITAMINA D– CORTESEMENTE SE E’ POSSIBILE VORREI AVERE INFORMAZIONI ,COME CURARSI E SE E’ POSSIBILE MIGLIORARE.
    RECENTEMENTE SONO STATA OPERATA AL POLMONE PER UNA RECIDIVA DA TIMOMA MALIGNO. NEL 2011 HO FATTO ABLAZIONE, NON RIUSCITA E SONO IN CURA TAO.HO 60 ANNI.GRAZIE.Rosa.B.

  5. Francesco Sbano ha detto:

    Volevo un aiuto in merito alla mia condizione di salute attuale!!! Sono un uomo di 40 anni, da circa due ho iniziato a soffrire di bruciori bilaterali agli arti inferiori! Il tutto é dapprima iniziato a destra ( dove ai bruciori si accompagnano i dolori credo causati da un ernia l5 – s1 ) per poi propagarsi a sinistra!!! Tale situazione é davvero invalidante ritenuto che,dopo due anni di bruciori costanti, non riesco più a vivere il quotidiano. Ho avuto modo di ricoverarmi in strutture pubbliche neurologiche, nonché affrontare diverse visite specialistiche!!! Dall ‘esito degli esami strumentali e delle visite specialistiche si parla di radicolopatia!!! Ho provato mille farmaci ma i bruciori persistono, come potrei risolvere questo probema che sta cambiando letteralmente il decorso della mia vita???

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