Decompressione del nervo pudendo – Background

ottobre 16, 2007

L’obiettivo della perineologia è trattare ogni difetto del perineo con la giusta procedura. La decompressione del nervo pudendo (PND), è teoricamente una procedura di base in perineologia grazie alla sua capacità di trattare il problema di neuropatia del pudendo.

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Decompressione del nervo pudendo

ottobre 16, 2007

Traduzione italiana tratta dall’abstract: Pudendal nerve decompressione in perineology: a case series (J. Beco, D. Climov, M. Bex)

Background
Perineodinia (vulvodinia, dolore perineale, proctalgia), incontinenza urinaria e fecale sono i principali sintomi della sindrome canalicolare del pudendo (PCS) o intrappolamento del nervo pudendo. Il primo obiettivo di questo studio è stato quello di valutare l’effetto della decompressione bilaterale del nervo pudendo (PND) sui sintomi della PCS, su tre segni clinici (sensibilità anormale, dolore al canale di Alcock, dolore allo “skin rolling test”) e su due test neurofisiologici: elettromiografia (EMG) e latenza del nervo pudendo (PNTML). Il secondo obiettivo era quello di studiare il valore clinico dei suddetti segni clinici nella diagnosi di PCS.

Metodi
In questa analisi retrospettiva, il campione studiato comprendeva 74 pazienti di sesso femminile che ha subito una decompressione bilaterale del pudendo tra il 1995 e il 2002. Per realizzare il primo obiettivo, il campione di pazienti è stato confrontato prima e almeno un anno dopo l’intervento chirurgico, per mezzo di statistiche descrittive e test ipotetici. Il secondo obiettivo è stato raggiunto per mezzo di un confronto statistico tra i gruppi di pazienti prima dell’intervento e un gruppo di controllo di 82 donne senza uno qualsiasi dei seguenti sintomi: prolasso, incontinenza fecale, perineodinia, dischesia e una storia chirurgica pelvi-perineale.

Risultati
Quando la PND bilaterale era la sola procedura per il trattamento dei sintomi, il Cure Rates* tra perineodinia, incontinenza fecale ed urinaria era rispettivamente di 8/14, 4/5 e 3/5. La frequenza dei tre segni clinici, è stata notevolmente ridotta. C’è stata una riduzione significativa del PNTML anale e perineale e un significativo aumento della ricchezza all’EMG dello sfintere anale. L’Odd Ratio** dei tre segni clinici nella diagnosi di PCS è stato di16,97 (95% CI = 4,68 – 61,51).

Conclusione
Questo studio suggerisce che la PND bilaterale può trattare la perineodinia, l’incontinenza urinaria e fecale. I tre segni clinici di PCS sembrano essere efficiente per sospettare questa diagnosi. Vi è la necessità di ulteriori studi per confermare questi risultati preliminari.

 

* Cure Rates: Indice esito/consolidamento.
** Odd Ratio: Misura epidemiologica tipica dello studio caso-controllo che definisce il grado di associazione fra un fattore di rischio ed una specifica malattia.

BACKGROUND


TERAPIA nelle RADICOLOPATIE

ottobre 14, 2007

Nelle radicolopatie, la scelta terapeutica deve basarsi su una meditata valutazione interdisciplinare (ortopedica, neurochirurgica, neurofisiologica, fisiatrica) dei dati clinici e strumentali, non tralasciando di considerare lo stato generale del paziente e la sua età.

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EMG nelle RADICOLOPATIE

ottobre 14, 2007

CONTRIBUTO DELL’EMG NELLA DIAGNOSI E NELL’INDIRIZZO TERAPEUTICO

Nelle fasi radicolitiche iniziali, l’innervazione pluriradicolare dei vari muscoli non permette di rilevare clinicamente alcun segno di paresi. Anche nel caso di interruzione anatomo-funzionale della conduzione di una radice, le fibre assoniche integre aumentano il numero dei rami collaterali col risultato di espandere le unità motorie residue, anche se numericamente ridotte.
Una compressione radicolare di data recente è generalmente reversibile, se ne viene rimossa la causa; al contrario, se la compressione ha agito per lungo tempo, la rimozione della causa non può garantire un recupero completo. Naturalmente, solo nella prima evenienza è indicata una precoce terapia chirurgica, mentre nei casi con sofferenza di lunga data si opta per un trattamento conservativo. Le tecniche neuroradiologiche non forniscono a tale riguardo nessuna valida informazione; l’EMG invece è in grado di individuare precocemente iniziali stati di sofferenza neuromotoria. Quindi nelle fasi acute un esame EMG positivo per sofferenza neurogena, confortato dalla dimostrazione da parte della TAC e/o della RMN di una compressione, indirizza verso la terapia chirurgica.
Nelle fasi croniche stabilizzate, in cui la sintomatologia dolorosa si è in parte risolta per disidratazione della massa comprimente, nonostante la dimostrazione elettromiografica di uno stato neuromotorio patologico, l’intervento di erniectomia non è più indicato, in quanto non sarebbe in grado di recuperare una conduzione ormai definitivamente compromessa. A questi pazienti pertanto si consiglia la fisiochinesiterapia, in particolare l’Elettrostimolazione dei gruppi muscolari deficitari, con lo scopo di aumentare la massa muscolare residua e di supplire funzionalmente al mancato reclutamento della parte paralitica.
Gli elementi elettromiografici che si ricercano nel sospetto di radicolopatia sono i seguenti:

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RADICOLOPATIA S1

ottobre 14, 2007

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RADICOLOPATIA L5

ottobre 14, 2007

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LA SINDROME LOMBO-CRURO SCIATICA

ottobre 13, 2007

Nell’ambito dei quadri dolorosi da conflitto spondiloradicolare, la sindrome lombo-cruro-sciatica è la più comune nell’esperienza clinica.
Si caratterizza per una sintomatologia dolorosa, in genere monolaterale, che dalla regione lombo-glutea si irradia in modo variabile lungo la coscia e la gamba, fino ad interessare il piede.
Dal rachide lombo-sacrale si dipartono 10 paia di radici, da L1 a S5, che formano, dopo vari scambi di fibre nervose ed intrecci, il plesso lombare e il plesso sacrale.

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